“La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza.
Chi non ammette l’insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato”.
Albert Einstein
Da sempre ho una viva passione per i grandi misteri che ancora oggi circondano i popoli e le architetture legate agli albori della Storia dell’uomo, ma soprattutto per quelle teorie che a volte non sono suffragate da prove tangibili e, di conseguenza, non sono accettate dalla maggior parte dell’ambiente accademico, come l’esistenza dell’Arca di Noè sul monte Ararat o dei continenti perduti come Atlantide o Mu, dall’idea dei contatti diretti tra le antiche civiltà egiziana e maya o dagli eventuali confronti tra culture extraterrestri ed alcune civiltà dal fiorente passato, dal potere dei mistici talismani allinaccessibilità del Sacro Graal.
Vi sono poi numerosissimi siti archeologici che mantengono intatto l’alone enigmatico e che attirano da sempre visitatori da ogni parte del mondo, come Stonehenge, la Piramide di Cheope e la Sfinge di Giza, le iscrizioni Etrusche, le reliquie Precolombiane europee nell’emisfero occidentale, l’Isola di Pasqua, Teotihuacan, Palenque e Chichen Itza, solo per citarne alcuni.
Infine vi sono i grandi segreti che permeano le culture e le religioni disseminate sul Pianeta, dalla loro nascita all’affermazione, dallo sviluppo all’eventuale decadenza, per non parlare delle innumerevoli, reciproche affinità e contaminazioni che molte di esse presentano, nonostante le esorbitanti distanze che le separano.
In questo universo di verità, misteri, leggende, credenze, incroci e menzogne ho costruito le fondamenta del romanzo “L’Occhio del Potere”, nel tentativo di estendere ai lettori i dubbi e le perplessità che legano con un filo invisibile l’antico Egitto, gli Esseni ed i Cavalieri Templari, mescolando a tal proposito i dati certi ad ipotesi legate ad una possibile, ulteriore e forse non del tutto improbabile indagine.